
Ciao, sono Martina
Mi chiamo Martina Franceschinis e il percorso che mi ha portato a diventare Psicologa si è composto di sentieri più o meno dissestati, strade fatte di incontri preziosi e trasformativi, a volte anche di vicoli ciechi, di momenti pieni di entusiasmo e di altri pieni di sconforto. Grazie a tutte queste esperienze, con crescente consapevolezza, ho scelto questa strada.
Da alcuni anni, parallelamente alla mia attività privata, lavoro per la Fondazione Gruppo Abele, che mi ha aperto orizzonti di pensiero, ha reso possibili incontri, conoscenze e legami che mi permettono ogni giorno di imparare qualcosa che nelle aule universitarie non può essere appreso: come stare nel rapporto con le persone che incontro, con quale atteggiamento e con quale motivazione.
È con l’idea che la relazione possa rappresentare uno strumento centrale di cura che ho iniziato la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Istituto M.IN.D di Torino. Qui apprendo come applicare la psicoterapia cognitiva a tutto il ciclo di vita, con particolare riferimento all’intervento con i bambini, agli adolescenti, alle loro figure di attaccamento e al trattamento degli adulti secondo un’ottica evolutiva.
Cos'è per me la psicologia?
Guardare nella stessa direzione, con curiosità, senza la fretta di chi dissesta il terreno per trovare una risposta, ma imparando a stare nella domanda fino all’emergere di qualcosa di nuovo. Quello che faccio è supportare i miei pazienti nel riconoscere le proprie risorse, nel conoscersi meglio, nel raccogliere e fare chiarezza su ciò che ognuno porta con sé e a cui cerca di dare un posto nella complessità della propria storia.
Per questo motivo, rivolgo uno sguardo sempre attento alla relazione con la persona che decide di rivolgersi a me. La relazione è infatti per me, al contempo, l’ingrediente essenziale del contesto di cura, la cornice nella quale insieme costruiamo un percorso fatto di contenuti e azioni, nonché ciò che sostiene i processi di cambiamento.
La stanza che accoglie i nostri incontri è uno spazio sicuro, dove ci si può sentire ascoltati, mai giudicati, capiti, a volte anche un po’ più leggeri, nel quale si percepisca di poter partire per esplorare, dentro e fuori di sé. Non intervengo per correggere né per eliminare le molteplici forme nelle quali la sofferenza si può esprimere, ma per darle voce, per mettersi in ascolto dei suoi significati e per raccogliere le sue richieste, per scoprire come si possa stare con essa, per renderla familiare e un po’ meno gravosa.
Il mio lavoro
Sono una Psicologa Clinica, mi sono laureata in Psicologia Clinica e di Comunità. Mi sono perfezionata in Psicologia Perinatale, area della clinica che mi appassiona fin dai tempi dell’università. In tale ambito continuo a formarmi, partecipando a seminari, convegni, supervisioni, ma soprattutto incontrando nel mio studio mamme e papà. Sono Consulente in Sessuologia iscritta all’Albo FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica) e mi occupo di percorsi di consulenza sessuologica sia individuali che di coppia.
Lavoro sia online sia in presenza a Torino, dove mi occupo di:
• Sostegno psicologico rivolto a tutto il ciclo di vita: incontro bambini, adolescenti e adulti;
• Sostegno psicologico perinatale: durante la ricerca prole, la gravidanza, il peri e post partum e fino ai primi anni di vita del bambino, volto al supporto della coppia genitoriale o del singolo genitore nella gestione degli eventi fisiologici o difficili che in questo periodo possono occorrere (lutti, ansia, depressione);
• Sostegno alla genitorialità, dai primi anni di vita del bambino all’adolescenza;
• Consulenza sessuologica (individuale e di coppia).
Il mio approccio
La cornice epistemologica e teorico-metodologica del mio approccio è quella cognitivo evoluzionista. Si tratta di un modello basato sull'incontro tra psicoterapia cognitiva e teoria dell'attaccamento di John Bowlby, che pone l’accento sull’intersoggettività e sulla dimensione interpersonale dell’esperienza. Questo approccio mi fornisce gli strumenti per occuparmi dell’individuo in ogni fase del suo ciclo di vita. Nel mio lavoro impiego inoltre strumenti e metodologie evidence based sui quali svolgo una formazione continua.
Ecco alcuni dei temi sui quali potremo lavorare insieme:
Hai delle domande?
Curiosità e Domande più frequenti.
Rispondo raccontando cos’è la prospettiva cognitivo evoluzionista, così che tu stesso/a possa avere gli strumenti per capire se questo approccio possa fare al caso tuo.
L’orientamento cognitivo evoluzionista è stato sviluppato in Italia a partire dagli anni '80 da Giovanni Liotti sulla base dell'incontro tra psicoterapia cognitiva e teoria dell'attaccamento di John Bowlby. Questo modello considera la mente come intrinsecamente relazionale: i pattern di pensiero, le emozioni e i sintomi psicopatologici vengono compresi alla luce di sistemi motivazionali innati — selezionati nel corso dell'evoluzione per regolare le dinamiche sociali. Particolare attenzione è dedicata al ruolo dell'attaccamento precoce e, nello specifico, della sua disorganizzazione nello sviluppo di difficoltà psicologiche successive, nonché alla relazione terapeutica come strumento centrale di cura.
Non c'è un tempo uguale per tutti: dipende da ciò che ti ha spinto a rivolgerti a me e, dunque, dall’obiettivo che ci daremo per il nostro lavoro insieme. Potremo fare un’ipotesi e anche in base a quella potrai decidere se iniziare, ma è importante che tu sappia che non possiamo sapere con certezza quanto ci impiegheremo. Prova ad immaginare il percorso come un viaggio: concorderemo quale strada percorrere per raggiungere il nostro obiettivo, è possibile che lo raggiungeremo proprio come avevamo pensato e nel tempo che avevamo immaginato, ma è anche possibile che ci accorderemo di dover fare deviazioni verso obiettivi intermedi o di dover fare una sosta su qualcosa sul quale capiremo che sarà importante soffermarci. Allo stesso tempo, sarà possibile che, una volta raggiunto il nostro obiettivo, emergeranno nuove curiosità e a quel punto potremo decidere se esplorarle insieme o salutarci. Insomma, sarà un percorso che co-costruiremo, seguiremo il passo che sceglieremo di tenere, potrà richiedere più o meno tempo e spesso potrà essere piuttosto faticoso, ma lo faremo insieme.
Dipende. Le sedute si basano soprattutto sulla parola e sull’ascolto, ma un occhio attento sarà sempre rivolto anche alle componenti non verbali e para-verbali della comunicazione, insomma a quello che il corpo comunica a me e quello che le sensazioni corporee comunicano a te. Anche per questo, è possibile che vengano proposti esercizi pratici in studio, da sperimentare a casa e riflessioni o osservazioni da portare avanti tra un incontro e l'altro. Questo aiuta a portare il lavoro fatto in seduta anche nella vita di tutti i giorni ed è una preziosissima risorsa il nostro percorso.
Non esiste un momento giusto per farlo e non esistono domande giuste o sbagliate. Se sei su questa pagina però è possibile che sia perché negli ultimi tempi hai sentito la necessità di iniziare un percorso psicologico e ti è sembrata una buona cosa innanzitutto esplorare quali opportunità ci sono e informarti su quale professionista possa fare al caso tuo. Può essere che in qualche modo tu senta che questo è il momento giusto per te?
Il percorso che va dal desiderio di un figlio ai primi anni della sua vita è uno dei momenti più intensi dal punto di vista emotivo e non solo: comprende la ricerca della gravidanza, eventuali difficoltà (ansia, depressione, ecc.) o perdite lungo il cammino, la preparazione al parto, l'arrivo del bambino e il grande cambiamento che questo comporta per la coppia e per tutta la famiglia. Ilsostegno psicologico al periodo perinatale accompagna genitori e famiglia in ogni tappa di questo percorso, offrendo uno spazio per essere ascoltati e sostenuti, affinché possano affrontare al meglio i compiti di sviluppo tipici dalla fase 0-3 anni e costruire legami d’attaccamento caratterizzati da una buona connessione emotiva. Quali sono questi compiti?
Il sostegno alla genitorialità offre uno spazio per accompagnare i genitori nei momenti di difficoltà con i propri figli, aiutandoli a riflettere su esse e a darne letture nuove che possano promuovere cambiamenti consapevoli. Si basa sull'idea che ogni bambino ha bisogno di sentire il proprio genitore come una presenza sicura — qualcuno più grande, più forte, più saggio e affettuoso, capace di assecondare i suoi bisogni ma anche, quando serve, di porre dei limiti. Nessun genitore riesce a esserlo sempre e in ogni momento: ciò che conta davvero non è l'assenza di errori, ma la capacità di riconoscere i momenti di difficoltà nella relazione e di "ripararli", ristabilendo la connessione con il proprio bambino. Il lavoro non parte mai dal giudizio o da un modello di "genitore perfetto" da imitare. L'obiettivo non è padroneggiare un manuale di comportamenti giusti, ma riflettere insieme sulle emozioni intense che nascono dal prendersi cura di un figlio — comprese la paura di sbagliare, la rabbia o il senso di inadeguatezza che a volte blocchiamo o non sappiamo spiegarci. Si parte dalle risorse che ogni genitore già possiede, per costruire insieme nuove letture delle situazioni difficili e nuove risposte, più sintonizzate con i bisogni reali del bambino e con quelli, altrettanto legittimi, del genitore stesso.
La sessualità è un'esperienza che riguarda tutti, in ogni fase della vita. Incontrare, prima o poi, qualche difficoltà in questo ambito è la norma e non un’eccezione che deve preoccupare (si stima che riguardi una persona su tre!). Per questo la consulenza sessuologica è un percorso pensato per qualunque fase della vita e per chiunque, non solo per chi sente di avere un disturbo comunemente riconosciuto come tale (ma anche per lui o lei!).
La consulenza in sessuologia è un percorso breve e mirato (da soli o in coppia), che ha l'obiettivo di aiutare a fare chiarezza su una difficoltà legata alla sessualità: capire cosa sta succedendo, da cosa dipende e quale sia il modo più utile per affrontarla. In un percorso di consulenza potrai ottenere informazioni e formulare una nuova mappa della tua esperienza sessuale, aggiornata delle nuove conoscenze e delle nuove rappresentazioni di te e dell’altro che potrai sviluppare. Insomma, insieme cerchiamo un cambiamento che ti consenta di iniziare a stare bene con la tua sessualità, sia che il percorso di consulenza sia sufficiente a consentirti di proseguire da sola o da solo con maggiore consapevolezza, sia che ci conduca a comprendere che possa essere utile proseguire con un percorso più approfondito, come una psicoterapia o una terapia sessuologica integrata.
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Per prendere un appuntamento scrivimi al mio indirizzo e-mail, ti risponderò al più presto: martina.franceschinis@outlook.it

© Martina Franceschinis